Irene Calloud

Laureata e specializzata in Archeologia classica a Firenze, attualmente è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Storici e Geografici dell’Università di Firenze per il progetto ArCEs “Archivi digitali della Cartografia coloniale e delle Esplorazioni”.

Dopo aver conseguito il dottorato  in “Preistoria e Protostoria, Storia e Archeologia del mondo antico” presso l’Università di Siena con una ricerca sulla storia del restauro archeologico del Novecento in Libia, dal 2004 al 2010 ha lavorato con la Scuola Nomale Superiore di Pisa (Laboratorio Lartte) come collaboratrice scientifica e poi assegnista di ricerca.

Collabora con la Fondazione Memofonte su progetti di elaborazione informatica di fonti storico artistiche del XVI-XX secolo. Ha preso parte a campagne scavo in Italia e all’estero, tra cui le missioni archeologiche in Libia dell’Università di Palermo (Sabratha, Cirene) e della Sorbona di Parigi (Leptis Magna). Ha svolto attività di ricerca presso Museo Nazionale del Bargello per l’informatizzazione degli inventari storici dell’istituzione fiorentina.

Si occupa di: trattamento informatizzato e strutturazione di contenuti culturali, implementazione di banche dati e sistemi informativi per la catalogazione, gestione e divulgazione di risorse culturali, digitalizzazione di fonti storico-artistiche, digital libraries, catalogazione su DB open source, creazione vocabolari controllati.

Pubblicazioni

Collezione Chigi Saracini nel Palazzo di Siena.Inventario generale, vol. 3, (S-Z), (a cura e di I. Calloud, R. Viale), in corso di stampa (2011).

Giacomo Caputo, in Dizionario biografico dei Soprintendenti Archeologi, in corso di stampa (2011).

Sulla digitalizzazione dell’archivio di Adriano Cecioni nel Fondo Lamberto Vitali, in Studi di Memofonte 4, 2010.

Per un archivio digitale degli inventari storici del Museo Nazionale del Bargello, in Studi di Memofonte 2, 2009.

Il restauro archeologico in Libia nel Novecento: fortuna e percezione delle rovine, in Relitti riletti. Metamorfosi delle rovine e identità culturale, a cura di M. Barbanera, Bollati Boringhieri 2009, pp. 304-320.

Le terrecotte architettoniche del tempio B di Populonia,(I. Calloud, F. GhizzaniMarcìa), in Materiali per Populonia 6, Quad. del Dip. di Archeologia e Storia delle Arti Sezione Archeologica, Università di Siena, a cura di L. Botarelli, Coccoluto M., Mileti M.C., Firenze 2008.

Recensione di: A. Ricci, Attorno alla nuda pietra. Archeologia e città tra identità e progetto, Roma 2006, in Studia Historica. Historia Antigua 25, 2007, pp. 625-627.

Archeologia e restauro in Libia nell’attività di Giacomo Caputo, in Restauro Archeologico, Bollettino del Gruppo di Ricerca sul Restauro Archeologico. Conservazione e manutenzione di edifici allo stato di rudere, Università di Firenze 2/2006, pp. 11-14.

Per una storia del restauro architettonico in Libia: l’anastilosi del teatro romano di Sabratha, in Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa vol. VIII, 1-2, 2003, pp. 351-383.

Catalogo degli elementi fittili di rivestimento dall’Acropoli di Populonia, (I. Calloud, A. Patera) in Materiali per Populonia 2, Quad. del Dip. di Archeologia e Storia delle Arti Sezione Archeologica, Università di Siena, a cura di A. Patera e C. Mascione, Firenze 2003, pp. 102-110;

Il mosaico con fauna marina del BritishMuseum: riflessioni sulle problematiche, in Rassegna di Archeologia 19B/2002, pp. 81-89;

Un émblema con fauna marina: indagine sulla provenienza, in Il mare in una stanza. Un pavimento musivo dall’ Acropoli di Populonia, a cura di G. De Tommaso e A. Patera, Piombino 2002, pp. 30-31.